Fascite plantare

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La fascite plantare è una sindrome dolorosa che colpisce la struttura muscolo-legamentosa presente nella pianta del piede. È stata per molto tempo considerata una patologia semplicemente connettivale, dovuta a problemi e ad alterazioni del carico. Nervenia, supportata da studi scientifici all’avanguardia pubblicati negli ultimi anni, la affronta invece come una neuropatia, ossia come un’alterazione della funzionalità dei nervi, ovviamente associata alle cause meccaniche classiche. La fascite plantare è più diffusa nella sfera femminile e in soggetti che hanno problemi di obesità; in questi ultimi soggetti il peso del corpo causa lo schiacciamento delle parti molli del piede causandogli stress.

Cause

Per la fascite plantare sono sempre state ipotizzate cause posturali o meccaniche. È stato invece pubblicato nel 2017 un interessante studio che rivela come questa patologia sia prevalentemente dovuta all’irritazione del nervo plantare, l’ultima sezione del nervo sciatico.

Questa ipotesi avvalla il concetto ormai universalmente conosciuto ma spesso dimenticato nelle sue applicazioni pratiche, per cui un nervo, oltre alla funzione sensitiva e a quella motoria, ha anche una importante funzione trofica. In poche parole, il benessere e la salute di un tessuto dipendono in gran parte, se non totalmente, dai segnali che il nervo manda a questi tessuti.

Per cui se un nervo ha un qualunque tipo di sofferenza lungo il suo percorso porta delle alterazioni di nutrimento e di formazione anche ai tessuti a cui questo nervo si dirige. Nella fascite plantare la spina calcaneare è una di queste alterazioni, dove l’irritazione da carico iniziale, colpisce il nervo plantare che, disturbato nel suo processo di trasmissione dati, provoca prima la fibrosi e l’ispessimento, poi la calcificazione della parte posteriore della fascia plantare, con la formazione della così detta spina calcaneare.

Sintomi

Inizialmente, la fascite plantare crea dolori alla pianta del piede, nella zona del tallone, soprattutto ai primi passi del mattino. Con il passare del tempo il dolore diventa perdura durante l’intera giornata, fino a rendere molto problematica la deambulazione. La fascite plantare è accompagnata dalla alla formazione dello “sperone o spina calcaneare”. Il dolore può aumentare con l’attività fisica.

Diagnosi

La diagnosi di fascite plantare è essenzialmente clinica, cioè basata sulla storia clinica del paziente. In molti casi, per scegliere la terapia più appropriata, è utile effettuare un’ecografia dei tessuti molli del fascia o una radiografia del piede. Un approfondimento radiologico in accordo è opportuno per alcune situazioni specifiche come ad esempio la borsite calcaneare, la sindrome del tunnel tarsale posteromediale, la rottura della fascia plantare con episodi di tumefazione e situazioni croniche come lo stress del calcagno.

Cure e rimedi

Per una risoluzione della fascite plantare sono necessari dai 6 ai 12 mesi. I trattamenti classici comprendono antinfiammatori per via generale e locale, fisioterapia e applicazioni di ghiaccio, onde d’urto e infiltrazioni locali, insieme a plantari totali o ridotti per consentire un appoggio corretto e soffice.

Questi approcci non sono equivalenti, ma vanno scelti accuratamente in base al quadro clinico presente nel momento della valutazione del paziente affetto dalla forma acuta o cronica di fascite plantare.

Nei casi più gravi si deve ricorrere alla chirurgia con la rimozione della spina, e il detensionamento con resezione della fascia plantare, che attualmente può essere eseguita anche endoscopicamente.

Negli studi Nervenia, ai trattamenti classici integriamo l’analisi della integrità funzionale del nervo plantare e dello sciatico e, quando necessario, il trattamento con la Stimolazione Pronfonda del Nervo (DNS) e la neuromodulazione, un tipo particolare di corrente che agisce specificamente sul tessuto nervoso e ripristina il corretto funzionamento dei nervi. Questo approccio integrato aumenta enormemente i risultati positivi del trattamento e ne riduce i tempi di guarigione.